venerdì 25 novembre 2016

Autocrinia e altri misteri di Palazzo: Sotto il tappeto, il nuovo libro di Irene Testa



del 24/11/2016
Irene Testa torna a indagare sul modo in cui nei Palazzi della politica si applica la legge.
Abbandonata ormai in ogni parte del mondo, l’autodichìa delle camere parlamentari è ora oggetto di un contenzioso su cui si attende il vaglio della Corte Costituzionale.
La politica difende il suo privilegio di continuare in futuro a gestire risorse senza la responsabilità che vincola una qualsiasi pubblica amministrazione. Dall'immunità di sede e dall'assenza del giudice esterno si è ricavata un'esenzione dallo Stato di diritto: solo spazzando sotto il tappeto avrà finalmente termine una storia che delegittima silenziosamente il Parlamento, esponendolo al risentimento popolare che alimenta la sempre più nutrita schiera dell'antipolitica.

SULL'AUTRICE: Irene Testa, giornalista, già autrice del volume Parlamento Zona Franca (Testa - Gerardi), promotrice della campagna Noautodichia. Da oltre un decennio, con il Partito Radicale è impegnata sul fronte del riconoscimento dei Diritti umani e per la promozione e il rispetto dello Stato di diritto.

mercoledì 16 novembre 2016

Caso Lorenzoni. Da anni un cittadino aspetta giustizia. Ora la Corte prende altro tempo con rinvio a nuovo ruolo

Irene TESTA, autrice della campagna NoAutodichia e membro della Presidenza del Partito Radicale, ha rilasciato la seguente dichiarazione:


"Il ricorso contro l'autodichia è stato rinviato a nuovo ruolo, proseguendo nel gioco delle incredibili coincidenze che costellano il demansionamento di Piero Lorenzoni.

Dopo che nel 2013 la Cassazione ha disatteso il parere del PG, che nel 2014 la Corte costituzionale ha restituito gli atti al Palazzaccio, che nel 2015 la Cassazione ha cambiato due relatori, che nel 2016 sono passati sei mesi dall'udienza della Corte costituzionale senza un deposito, ora apprendiamo che il 2017 potrebbe vedere battuto il record delle tre udienze pubbliche a palazzo della Consulta per il medesimo caso.

Se avesse avuto un tetto retributivo da sfondare o un contributo di solidarietà pensionistico da impugnare, forse Piero non avrebbe dovuto soffrire la via crucis giurisdizionale cui è sottoposto da anni. Ma essendosi fatto carico "soltanto" dell'ingresso del principio di legalità a Palazzo, con il deposito agli atti di causa del progetto di legge di Rita Bernardini per l'abolizione dell'autodichia, è vittima di un concorso di coincidenze francamente esagerato.

La Corte che prende le parti dei diritti dei cittadini, anche quando minacciati dalle Istituzioni, deve ancora spiegare la sua attesa di sei mesi per rendere giustizia. Il miglior modo di farlo è calendarizzare immediatamente la questione."

venerdì 29 luglio 2016

Ora serve una legge per proteggere i “whistleblower”

In Italia le gole profonde della pubblica amministrazione non sono ancora molte, nonostante gli sforzi dell’Anac di Cantone. Ora da diverse parti arriva la richiesta di dedicare una legge alla tutela di chi denuncia la corruzione, anche alla Camera, Senato, Csm, Corte Costituzionale e Quirinale

 

martedì 26 luglio 2016

“Riforma costituzionale? Un’occasione persa, parola di funzionario del Senato”

http://www.termometropolitico.it/1226184_funzionario-senato-riforma-costituzionale-occasione-persa.html


“Riforma costituzionale? Un’occasione persa, parola di funzionario del Senato” di Gabriele Maestri su termometropolitico.it 

riforma senato

In questi mesi che precedono il referendum confermativo della riforma costituzionale, in molti stanno rendendo pubblica la loro intenzione di voto: politici ovviamente, ma anche giuristi, imprenditori, personaggi noti. Era sostanzialmente mancata, invece, la voce di una categoria direttamente investita dalla riforma: i funzionari di quel Senato che cambierà volto, ma per il quale continueranno a lavorare. Uno di loro, Giampiero Buonomo, consigliere parlamentare, entrato per concorso al Senato trent’anni fa, si è nettamente schierato contro la riforma, partecipando con un contributo al volume No allo sfregio della Costituzione (Licosia edizioni).
Facile pensare, probabilmente, che la posizione sia dettata da “istinti di conservazione” del posto di lavoro; è lo stesso Buonomo, tuttavia, a spiegare che il suo “no” è motivato, più che dal contenuto della riforma, da quello che non c’è. Il testo approvato dalle Camere – a suo dire – non fa l’unica cosa che sarebbe servita davvero per mettere sotto controllo i costi della macchina parlamentare: non interviene cioè sull’autodichia e su quegli istituti che, nei fatti, non sottopongono l’operato dell’amministrazione parlamentare al controllo dei giudici (e della Corte dei conti). Per Buonomo, che da anni studia e si batte per un cambio di rotta sull’amministrazione delle Camere, il non avere compiuto questo passo nella riforma (a dispetto di qualche tentativo socialista) è un’occasione persa.

mercoledì 20 luglio 2016

NON SIAMO DEI PINOCCHI NEL PAESE DEI BALOCCHI


Irene Testa, promotrice della campagna NOAutodichia, commenta così le dichiarazioni rese stamattina in Assemblea dalla senatrice Denis Lo Moro:

«Non è assolutamente vero che i dipendenti "sono entrati in servizio al Senato della Repubblica con un regolare concorso sapendo che le regole sono diverse, anche dal punto di vista della giustizia, da quelle ordinarie". Sorprende che un magistrato in aspettativa parlamentare - tanto autorevole da essere stato designato dal governo Renzi al Consiglio di Stato - cada in questo luogo comune tanto falso quando capzioso.

Al momento della lettura del bando di concorso nessuno, dal più giovane dei commessi al Segretario generale, ha mai sottoscritto la clausola di rinuncia al diritto ad un "giudice vero", cui rivolgersi per la tutela dei diritti di qualsiasi lavoratore italiano. Nessuno ha mai siglato con Mefistofele un patto demoniaco; come dimostra il contenzioso giunto dinanzi alle più alte Corti, il dipendente non ha rinunciato per soldi alla dignità personale e professionale.

mercoledì 6 aprile 2016

NOAutodichia. Questionario rivolto ai Costituzionalisti



A cura di Irene Testa, Coordinatrice della campagna NOAUTODICHIA e coautrice del libro "Parlamento Zona Franca"

Questionario

1) L'udienza del 19 aprile prossimo alla Corte costituzionale riguarda solo un caso personale o una categoria di atti amministrativi? Stabilire che il demansionamento del geometra Lorenzoni è proseguito, nonostante le condanne del Senato, significa necessariamente che la giustizia interna sui dipendenti degli Organi costituzionali è inefficiente, e che va sempre sostituita dal giudice esterno?

2) La Camera dei deputati s'è costituita a fianco del Senato, pur avendo a sua volta promosso un giudizio della Corte costituzionale (con ordinanza 3 marzo 2015 n. 129): come va considerata questa posizione? Autodichia non significa forse che non c'è altro giudice al di sopra della Camera? Come si spiega che, per applicare la legge che tassa le pensioni d'oro, la Camera investe la Corte ed invece, quando si tratta di porre termine ad un demansionamento accertato, rivendica la sua assoluta ed insindacabile superiorità a qualsiasi giudice esterno?

martedì 5 aprile 2016

Testa/Legge whistleblowing venga estesa ai dipendenti degli organi costituzionali


Irene Testa,coautrice del libro "Parlamento zona franca" (Rubbettino 2013), saluta con favore la petizione contro l'autodichia, presentata al Senato dalla delegazione parlamentare radicale della scorsa legislatura e dall'avvocato Alessandro Gerardi. 

La "tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato"

Petizione al Senato in materia di whistleblower


PETIZIONE

sull'ambito di applicazione delle misure in materia di tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato, di cui al disegno di legge n. 2208

 I sottoscritti cittadini TESTA Irene, Avvocato Alessandro Gerardi, On.Maurizio Turco, On.Rita Bernardini, On.Maria Antonietta Farina Coscioni, On.Marco Beltrandi, On.Elisabetta Zamparutti 

venerdì 1 aprile 2016

Trasmissione sull'Autodichia degli organi parlamentari




Trasmissione sull'Autodichia degli organi parlamentari.
Sono intervenuti: Alessio Falconio (direttore di Radio Radicale), Irene Testa e Alessandro Gerardi (autori del libro "Parlamento Zona Franca - Le Camere e lo scudo dell'autodichia"), Giampiero Bonomo Giurista, Piero Lorenzoni, Salvatore Curreri (docente di diritto costituzionale presso l'Università Kore di Enna), Leonardo Brunetti Ricercatore Universita cattolica del Sacro Cuore di Milano, Ciro Sbailo (docente di diritto pubblico e comparato all’ Università Kore di Enna).



martedì 2 febbraio 2016

Tutta colpa dell`autodichia. Con un trucco i nuovi senatori si tengono stretto lo stipendio


  di FRANCESCO SPECCHIA Libero 02/02/2016

«Autodichia», il fascino semantico dell`impunità. È dietro quest`autonomia organizzativa, il potere - quasi un`illuminazione teocentrica - di Camera, Senato, Quirinale (e dell`Ars sicula) di poter giudicare amministrativamente i propri dipendenti fregandosene di Corte dei Conti, magistratura ordinaria e Guardia di Finanza, che si cela il nuovo scandalo dei nuovi prossimi cento senatori. I quali, nel nome di una morbida «armonizzazione» con la Camera, invece di lavorare gratis ed amore Dei come previsto dalla riforma Boschi, avranno i loro 11.100 euro di indennità regionale. La notizia, scovata da Sergio Rizzo del Corriere della Sera, spunta da un documento interno che riapplica l`indennità scomparsa ai senatori; e non è altro che l`ennesimo esempio degli effetti nefasti dell`autodichia. Ossia dell`istituto nato nel 1898 per assicurare l`autonomia contabile del Parlamento e del Colle assicurando la divisione dei poteri istituzionali; ma oggi anacronistico, nonché utilizzato dai politici come assicurazione sulla vita delle loro peggiori consuetudini. L`autodichia è un Idra extraterritoriale dalle molte teste. Prendete, per dire, i sette barbieri «in esubero» della Camera tagliati in nome della spending review e riassunti come assistenti parlamentari.

venerdì 4 dicembre 2015

Ddl riforme: Grasso, auspico conclusione percorso nei prossimi mesi

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 03 dic - "L'auspicio che nei prossimi mesi si compia l'importante percorso di riforme costituzionali" e' stato espresso dal presidente del Senato, Pietro Grasso, nel suo intervento al convegno 'Costruire il Nuovo Senato'. Grasso ha ricordato che, in parallelo, "nuove risposte si attendono dalla Corte costituzionale su temi (come l'autodichia) che da sempre identificano la sfera di autonomia parlamentare". Infine Grasso si e' augurato che "al livello dell'Unione europea si trovino assetti idonei a migliorare l'interazione dei parlamenti nazionali con le istituzioni europee".

CONSULTA: BUEMI (PSI), REGOLE PUNTUALI ANCHE PER LA CORTE

ROMA, 3 dic - "L'ultima trasmissione di Report ha dimostrato che esigenze di bilancio, ma anche impegni internazionali e buon andamento amministrativo, possono suggerire di non travolgere atti o situazioni, radicatesi sulla base della legge dichiarata incostituzionale. Il disegno di legge proposto, perciò, pone definitivamente termine alla diatriba sulle condizioni, per cui la Corte potrà ritardare gli effetti delle sue sentenze".

giovedì 29 ottobre 2015

mercoledì 21 ottobre 2015

Lettera aperta a Beniamino Piccone su Autodichia

Lettera di commento all'articolo La follia dell’autodichìa di Beniamino Piccone  del 19 ottobre 2015


Gentile professor Piccone,

Le siamo grati di aver dato visibilità, sul Suo blog ("La follia dell’autodichìa", 19 ottobre 2015), alla battaglia con cui è stata portata "in Corte Costituzionale la questione di uno dei più arcaici privilegi, di stampo monarchico, che vige ormai unicamente al mondo presso gli organi costituzionali nel nostro Paese", l'autodichia. I radicali sono parte non secondaria di questa battaglia, da quando il ricorrente perse i suoi avvocati per aver depositato in Cassazione un gruppo di disegni di legge, tra cui quello proposto da Rita Bernardini nella scorsa legislatura. Forti di questa primazia, vorremmo però invitarla a non cadere nel vizio metodologico con cui spesso questa complessa questione viene affrontata.

C'è chi depreca l'autodichia perché consente retribuzioni fuori mercato per un migliaio di dipendenti pubblici, ma poi la invoca per impedire loro di ricorrere contro il taglio extra-legale delle predette retribuzioni. C'è chi depreca l'autodichia perché le Camere hanno accordato "in house" il retributivo ai vitalizi degli ex parlamentari, ma poi la invoca per revocare i predetti ai condannati con una semplice delibera dell'Ufficio di Presidenza. C'è chi depreca l'autodichia perché consente di tenere portaborsi sottopagati al nero senza versamenti contributivi, ma poi lascia la nostra Bonino da sola a votare a favore dell'accesso degli Ispettori del lavoro in Senato. C'è chi depreca l'autodichia perché consente l'accesso ai lobbisti ai Palazzi senza un registro pubblico, ma poi la invoca quando uno di loro viene escluso dai palazzi senza possibilità di ricorrere al giudice contro l'esclusione. C'è chi depreca l'autodichia perché il riparto dei tempi per l'accesso ai mezzi radiotelevisivi è deciso politicamente da una Commissione bicamerale, ma poi la invoca quando i radicali esclusi ricorrono al TAR contro il riparto. C'è chi depreca l'autodichia perché le nomine alle Authoritiesvengono fatte in Parlamento senza curriculum pubblici depositati, ma poi la invoca quando qualcuno ricorre alla Corte d'appello contro la carenza di titoli del nominato.

Questo avviene perché l'autodichia è una procedura, più che un privilegio: essa sottrae al giudice la possibilità di rivalutare atti che avvengono all'interno dei Palazzi del potere. Noi abbiamo proposto che questa sottrazione si limitasse agli atti della funzione dell'organo costituzionale (per il Parlamento, fare leggi o emendamenti e svolgere interrogazioni), dando invece libero accesso allo Stato di diritto quando si agisce come una qualsiasi altra pubblica amministrazione. Vediamo che la sentenza n. 120 del 2014 ha iniziato ad affacciare questo concetto, e siamo fiduciosi che la battaglia di Piero porterà ad una piena affermazione dello Stato di diritto nella gestione amministrativa dei palazzi del potere.

Come per tutte le procedure, potranno giovare ora all'una, ora all'altra parte: ottima occasione per risistemare l'intera materia con una legge, pessima occasione per ridimensionare in termini di "voracità" le giuste doglianze degli interessati. Spezzare il circolo vizioso dell'autodichia si può, a costo di approcciarsi ad essa con onestà intellettuale: quella che a Lei, siamo certi, non mancherà, dando pubblicità sul Suo blog alla presente lettera.

Con i migliori saluti

Irene Testa, Coautrice insieme ad Alessandro Gerardi del libro Parlamento zona franca, lo Scudo dell'Autodichia

Maurizio Turco, già parlamentare Radicale e membro della Commissione Affari Costituzionali della Camera

mercoledì 5 agosto 2015

CAMERA: SU AUTODICHIA COLGA OCCASIONE PER RIPENSARE A UN PRIVILEGIO ORMAI UNICO AL MONDO


Dichiarazione di Irene Testa coautrice con A. Gerardi del libro “Parlamento Zona Franca, lo Scudo dell’Autodichia” e della Direzione Nazionale di Radicali Italiani

Tra poco meno di un’ora la Camera è chiamata a votare sul caso del dipendente del Senato Piero Lorenzoni, demansionato e ricorrente in Cassazione, che con la sua battaglia è riuscito a portare in Corte Costituzionale, partendo dalla sua storia personale, la questione di uno dei più arcaici privilegi, di stampo monarchico, che vige ormai unicamente al mondo presso gli organi costituzionali nel nostro Paese: l’autodichia.
Mi auguro che i pochi deputati rimasti in prossimità delle ferie estive, riflettano sul vulnus allo stato di diritto rappresentato dall’istituto dell’autodichia e non si lascino sfuggire l’occasione di liberare le istituzioni da un retaggio che vuole il Parlamento al di sopra della legge vigente nel resto del Paese.

http://autodichia.blogspot.it

Lettera al giornalista Sergio Rizzo del Corriere della Sera

Lettera al giornalista Sergio Rizzo del Corriere della Sera
ABOLIZIONE AUTODICHIA: BUEMI, NON E' UNA MIA BATTAGLIA IN SOLITARIA
"Stimato dottor Rizzo, 
La ringrazio di aver evidenziato oggi sul Corriere della Sera le conseguenze negative che derivano dalla sopravvivenza dell'istituto dell'Autodichia nel Parlamento italiano (unico nel panorama delle democrazie del XXI secolo, secondo la sentenza Corte cost. n. 120 del 2014). Unico motivo di precisazione, che traggo dalla lettura del Suo pregevole articolo, è quello secondo cui vi sarebbe un generale consenso - ai limiti della connivenza - per il mantenimento in vita di questo istituto. 

mercoledì 20 maggio 2015

Rassegna stampa su questione vitalizi ai condannati

Mattarella: al Quirinale divieto di cumulo tra retribuzione e pensione e tetto agli stipendi, come i manager
"All’interno della presidenza della Repubblica ha disposto l’applicazione del tetto alle retribuzioni (240mila euro) stabilito per i manager pubblici." «Il Presidente della Repubblica - si legge nella nota - con il decreto presidenziale n. 1 del 23 febbraio 2015 ha disposto, nei confronti di tutti i soggetti che svolgono funzioni all’interno della Presidenza, l’introduzione del divieto di cumulo delle retribuzioni con trattamenti pensionistici erogati da pubbliche amministrazioni. Questo divieto - previsto dalla legge 27 dicembre 2013, n. 147, art. 1, comma 489 - non era, per sua espressa disposizione, direttamente Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/vOBKAi

I giudici costituzionali guadagnano troppo. Comodo dirlo adesso

di Dimitri Buffa

Comodo dirlo e scriverlo adesso. Che i giudici costituzionali guadagnano troppo. I più pagati del mondo con i circa 26 mila euro lordi di stipendio mensile che si trasformano in pensioni di equivalente portata dopo i nove anni del rispettivo mandato. E che quando c’era la lira guadagnavano 26 milioni di lire al mese. Sempre lorde. Con un cambio lira euro simile a quello fatto dai bottegai nei prezzi dopo il 2000.

venerdì 27 febbraio 2015

DA LAURA BOLDRINI, CHE CI ANDATE A FARE?

Dichiarazione di Irene Testa, coautrice insieme ad Alessandro Gerardi del libro Parlamento zona franca, rivolta all'Associazione Allegato B che ieri ha chiesto un incontro alla Presidente della Camera sullo stato di "assoluta precarietà e incertezza lavorativa" in cui versano i lavoratori del Palazzo:
«Sei un contrattista al nono rinnovo annuale, in violazione delle direttive europee? Sei un portaborse, a cui ogni mese minacciano l'esclusione dalla mensa? Sei un dipendente di Gruppo, a rischio di tornare a casa appena il gruppo parlamentare va sotto soglia? Un addetto ai piani degli immobili di Scarpellini? Un precario del servizio di ristorazione, soppresso e ricostituito ogni tre per due?
Non umiliarti all'ennesima petizione ai Presidenti di Camera o Senato!
Non chiedere di lavorare baciando la pantofola del Sultano!
I diritti conculcati, oltre ogni livello di dignità, hanno un GIUDICE cui ricorrere, quello di tutti gli altri cittadini!
ABBASSO L'AUTODICHIA, che ci tratta come sudditi!

giovedì 26 febbraio 2015

NON SIAMO I PRIGIONIERI DI ZENDA

FIRMA ANCHE TU CONTRO GESTIONE PERSONALE DEGLI ORGANI COSTITUZIONALI. BASTA UN SEMPLICE CLIC!

Dichiarazione di Irene Testa coautrice insieme ad Alessandro Gerardi del libro Parlamento zona franca, e diMaurizio Turco, già parlamentare Radicale e membro della Commissione Affari Costituzionali della Camera

I Presidenti delle Camere si fanno belli con l’opinione pubblica, mediante l’autodichia: i vitalizi degli ex parlamentari condannati saranno tagliati senza una legge.
Il metodo seguito per regolare “in casa” i rapporti di lavoro, sottraendoli al giudice di tutti gli italiani, ora viene utilizzato per tutta una serie di vicende: si invoca la presunta autonomia normativa dei Consigli di Presidenza delle Camere ogni qualvolta non si ha la forza, il coraggio, la competenza e la professionalità giuridica per scrivere una proposta di legge e sottoporla alle due Camere che ancora, fino a prova contraria, hanno la competenza legislativa.

venerdì 20 febbraio 2015

PERCHÉ L'AUTODICHIA NON È QUESTIONE DI SOLDI


Siamo giunti in possesso della lettera che l'autore del ricorso contro l'autodichia ha inviato la settimana scorsa a tutti i dipendenti del Senato. Eccola:

"Cari Tutti,

apprendo  con favore, dalla mail recentemente diramata da alcuni sindacati, 
che le doglianze di moltissimi dipendenti - contro le recenti decisioni del
Consiglio  di  Presidenza  in materia retributiva - potranno giovarsi delle
vicende legali che in assoluta solitudine sostengo, da almeno nove anni, ad esito    del   demansionamento   illegittimamente   subìto,   positivamente riconosciuto (allo stato unico caso) e passato in giudicato nel 2006.

martedì 10 febbraio 2015

Mattarella: Irene Testa, serve ventata di novità su autodichia degli organi costituzionali

"In occasione dell'insediamento di Sergio Mattarella al Quirinale, Irene Testa rivolge l'invito al nuovo Presidente, di imprimere una ventata di novità alla trattazione del polveroso dossier dell'autodichia degli organi costituzionali. Una decisione diversa, rispetto al passato, darebbe ingresso allo Stato di diritto anche per una categoria di persone, sin qui trattata in maniera maggiordomale invece che da cittadini".

Autodichia e documenti fantasma

Articolo pubblicato su www.lindro.it di Paola Alunni

Ecco perché un giudice terzo non può controllare gare, appalti e soprattutto cause di lavoro

Succede che la politica si perda in discussioni marginali e che l'informazione cavalchi la demagogia. Succede soprattutto se si parla di Autodichia, il principio grazie al quale Camera e Senato possono avere massima libertà di manovra. Un giudice terzo infatti non può entrare né a Montecitorio, né a Palazzo Madama: nessun controllo su bilanci, conti, gare d'appalto, affitti e cause di lavoro. Però è stato deciso di tagliare gli stipendi dei dipendenti. Attenzione, perché le due cose apparentemente sembrano scollegate, ma non è così. Il taglio degli stipendi Da gennaio è operativo il taglio degli stipendi dei dipendenti di Palazzo Madama. Contenti Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella e con loro tanti lettori. Finalmente tagliano ai ricchi. E' vero, una segretaria solo per il fatto di aver vinto un concorso al Senato, può guadagnare dieci volte di più di una segretaria di una pubblica amministrazione qualsiasi. Pur avendo le stesse mansioni. Eppure le cose non stanno così.

martedì 16 dicembre 2014

Affitti d’oro-Autodichia. Intervista al geometra Lorenzoni dopo l’udienza delle sezioni unite sul suo ricorso contro l’autodichia


15-12-2014
Dopo la decisione dell'ufficio di presidenza della Camera sugli affitti d'oro, di cui si sta parlando in questi ultimi giorni, ritorna all'ordine del giorno il tema autodichia. Ne vogliamo parlare con il geometra Piero Lorenzoni, per sapere, nello specifico, qualcosa riguardo alle posizioni di chi sostiene che l'autodichia oggi non serve più e che è quindi contro i principi costituzionali, è sconosciuta in Europa e nel mondo, eppure sarebbe comoda per 'rimettere le cose a posto' in organi costituzionali su cui è difficile agire. Ciò che chiediamo al geometra è, appunto, che ne pensa del ricorso che lui stesso ha presentato e che ha portato ad una sentenza molto importante della corte costituzionale.

venerdì 12 dicembre 2014

PENSIONI D'ORO PARLAMENTO. IRENE TESTA, PER DIFESA AUTODICHIA COMMEDIA DELL'ASSURDO

Dichiarazione di Irene Testa, coautrice del volume "Parlamento zona franca" in riferimento alle notizie pubblicate stamani da Repubblica nell'articolo "Camera, a rischio i tagli sulle pensioni d'oro dovrà decidere la Consulta", a firma di Tommaso Ciriaco, dichiara:


«Il cul de sac in cui si va cacciando il Parlamento, per il suo ossessivo ossequio al feticcio dell'autodichia, sta rasentando la commedia dell'assurdo. Dopo averci spiegato in Corte costituzionale che i giudici domestici si cucinano in casa un controllo di costituzionalità decentrato, dopo aver detto a Silvio Berlusconi che la sua richiesta di portare alla Consulta la legge Severino era inammissibile, oggi la maggioranza dem - che governa l'organo di autodichia della Camera - butta la palla a palazzo della Consulta per non decidere sul taglio alle pensioni d'oro dei dipendenti del Parlamento. Il groviglio parrebbe frutto soltanto del desiderio di compiacere alti burocrati con pensioni mensili a quattro zerI, se non montasse un altro, e più grave sospetto: perché, come già con gli affitti d'oro di Scarpellini, la Camera si ostina a ritagliare, con proprie delibere, coriandoli di disciplina di legge "esterna"? Perché, nell'adattamento della normativa appaltistica e pensionistica al proprio interno, gli organi costituzionali apportano modifiche, che poi si rivelano insostenibili ad un sindacato giurisdizionale?

giovedì 27 novembre 2014

L'Europa contro il precariato: non vi sono lavori esenti

Irene Testa,  coautrice con Alessandro Gerardi del libro: "Parlamento Zona Franca", e Maurizio Turco, tesoriere del Partito radicale, hanno così commentato la sentenza odierna della Corte di giustizia dell'Unione europea sui precari della scuola:

"La prima conclusione della sentenza della Corte di Lussemburgo sui precari trascende il caso della scuola e si rivolge a tutti i datori di lavoro, sia pubblico che privato: non esistono ambiti esenti dall'obbligo di prevenire il ricorso abusivo a una successione di contratti di lavoro a tempo determinato".

mercoledì 26 novembre 2014

ALL’AULARIO DI SANTA MARIA CAPUA VETERE




di Irene Testa

Il corso di diritto costituzionale del professor Lorenzo Chieffi è famoso per le tematiche dei diritti civili, che lo porteranno a coordinare nel fine settimana - tra tutte le Università campane - un importante convegno sulla famiglia omosessuale. Eppure, il 24 novembre 2014, nell’aula C dell’Aulario di Santa Maria Capua Vetere, gli studenti della Seconda università di Napoli erano chiamati a studiare due sentenze della più recente giurisprudenza costituzionale in tema di procedimento legislativo ed istituzioni parlamentari: la “sentenza Amato” (n. 120/2014, sull’autodichia) e la “sentenza Cartabia” (n. 32/2014, sui limiti di omogeneità in ordine all’emendabilità dei disegni di legge di conversione dei decreti-legge).

mercoledì 19 novembre 2014

Autodichia. Un'udienza storica


Autodichia. Un'udienza storica
L'udienza delle sezioni unite civili della Corte di cassazione, il 18 novembre 2014 nell'aula magna al secondo piano del Palazzaccio, ha avuto lo svolgimento pacato e meditato delle occasioni che fanno la storia del diritto.
La causa numero 5 al ruolo d'udienza, Lorenzoni contro Senato della Repubblica, ha avuto inizio con la relazione del cons. Amoroso, che ha ricordato le precedenti fasi di causa sia in termini di giustizia domestica, sia in termini di rito in Cassazione, fino alla rimessione alla Corte costituzionale ed all'emanazione della sentenza n. 120.
Ha quindi avuto la parola il difensore del ricorrente, l'avvocato A. Sandulli, che ha sottolineato la natura della sentenza n. 120 come vero e proprio mutamento di prospettiva nel valutare la questione dei regolamenti parlamentari, secondo i parametri della delimitazione tra i poteri: l'autodichia diventa così materia attinente al rispetto o meno del confine perchè, se si estende oltre gli ambiti funzionali allo svolgimento dell'attività parlamentare, perde la sua legittimazione perchè in tal caso prevale la grande regola dello Stato di diritto ed il regolamento parlamentare diventa fonte di atti lesivi nei confronti del potere giurisdizionale. Spetta al Collegio qui convocato valutare se i rapporti di lavoro dei dipendenti rientrino o meno in questo confine, ma ben due argomenti enunciati dalla sentenza n. 120 fanno propendere per questa conclusione: quello comparativo e quello funzionale; inoltre il Collegio ha espresso la sua posizione, nel medesimo senso, già nell'ordinanza n. 10400. C'è quindi margine per procedere direttamente alla cognizione dei motivi di impugnazione della sentenza domestica di ottemperanza, che disattendeva un giudicato formato e l'obbligo di esecuzione secondo trasparenza e buona fede, gravante sull'Amministrazione del Senato. Per questi motivi si richiede di decidere direttamente nel merito, assumendo pronuncia costitutiva di annullamento della sentenza impugnata e di condannare il Senato a riesercitare i propri poteri con atti immuni dai vizi denunciati.

lunedì 17 novembre 2014

AUTODICHIA: BUEMI (PSI), TRASPARENZA NEGATA IN SENATO, VISIBILITÀ' PIENA IN CASSAZIONE


ROMA, 17 NOV - "Invito tutta la stampa a presenziare, domani, all'udienza pubblica della Corte di Cassazione, nella causa Lorenzoni contro Senato", ha dichiarato il senatore Enrico Buemi, Capogruppo Psi in commissione Giustizia. "Negli atti di causa sono depositati i disegni di legge che da cinque anni cercano di abrogare l'autodichia, a dispetto di chi ritiene si tratti di un principio costituzionale  impossibile da abolire."

sabato 15 novembre 2014

Dipendenti Camere. Risposta alla lettera di Domenico Mossello pubblicata da ItaliaOggi

Caro direttore,

vorrei rispondere alla lettera di Domenico Mossello con alcune precisazioni:

1.     i dipendenti delle Camere hanno posizioni variegate, sulla questione retributiva: alcuni hanno fatto ricorso ai giudici domestici, altri al giudice esterno (TAR e/o giudice del lavoro), altri ad ambedue, altri a nessuno dei due;

2.     un dipendente del Senato è davanti alla Cassazione dal 2011 (quindi ben prima che qualsiasi questione retributiva fosse non diciamo nota, ma neppure pensata) contestando l’autodichia: nonostante le nostre richieste né Grasso né Boldrini hanno mai accettato di desistere dalla difesa dell’autodichia, su una questione di demansionamento accertato e di diritti della persona lesi;

3.     l’unico Autore che, dall’interno delle Camere, contesta scientificamente l’autodichia, lo fa dal 1998, con articoli pubblicati da riviste giuridiche - e l’ultima anche ripresa dal nostro sito ((http://autodichia.blogspot.it)) - senza che questo abbia giovato alla sua carriera amministrativa, se è vero che è l’unico ad essere stato “scavalcato” nella recente nomina dei 13 direttori del Senato.

Quindi non ci pare che la battaglia contro l’autodichia sia improvvisamente diventata più facile, alla vigilia della decisiva udienza delle sezioni unite civili della Cassazione del 18 novembre prossimo sul caso del demansionamento in Senato. Comunque invitiamo Mossello, e con lui tutti i lettori di ItaliaOggi, a sintonizzarsi su radio radicale per giudicare da soli la difesa dell’autodichia che frapporranno le Camere.

Per la nostra esperienza, si è trattato e si tratta di una difesa assai strenua, della quale i dipendenti non portano alcuna responsabilità, rispondendo a gestioni amministrative opache che dagli stessi sono soltanto subìte.

Irene Testa

Coautrice insieme all’avvocato Alessandro Gerardi del libro “Parlamento Zona Franca” lo scudo dell’Autodichia.

mercoledì 12 novembre 2014

AUTODICHIA ED AUTOCRINIA DEGLI ORGANI COSTITUZIONALI

Seminario del corso di dottorato di ricerca 
in Scienze giuridiche, Giustizia costituzionale 
e diritti fondamentali, 
Curriculum italo-franco-spagnolo 
in Giustizia costituzionale 

Pisa, 12 novembre 2014, ore 10
Via del Collegio Ricci, n. 10, Sala verde
Università di Pisa



AUTODICHIA ED AUTOCRINIA 
DEGLI ORGANI COSTITUZIONALI

Intervento del consigliere G. Buonomo

Vorrei innanzi tutto ringraziare l'Amministrazione del Senato che, pur essendo pubbliche le mie opinioni, ha espresso il suo nulla osta alla mia allocuzione in questa sede. Al contempo, ringrazio colui che ha convenuto in giudizio la medesima Amministrazione, che ha accettato di arricchire il mio apparato conoscitivo in ordine alle memorie di causa.
L'autodichia delle Camere è frutto del più classico dei paralogismi: si dice che c'è da secoli e si dice che non potrebbe non esserci, violando il criterio popperiano di falsificabilità. In fatto, poi, lo studio approfondito di diritto comparato sincronico, condotto dalla Corte costituzionale, dimostra che l'affermazione è infondata.
Quanto al diritto comparato diacronico, la sentenza del 2010 della Corte suprema del Regno Unito, sul caso Chaytor, ha dimostrato attingendo ad una corretta ricostruzione dei precedenti anglosassoni che né sotto il profilo immunitario, né sotto quello della "cognizione esclusiva", si può ricavare una sottrazione degli atti extrafunzionali dalla competenza giurisdizionale ordinaria.

mercoledì 5 novembre 2014

RELAZIONE SCRITTA AL CONGRESSO RADICALE SULLA LOTTA ALL'AUTODICHIA


di Irene Testa

Sono oramai due anni che è in corso l'iniziativa radicale, per affermare la legalità nelle amministrazioni degli organi costituzionali: è tempo di tirare un primo bilancio, per chiedere al Congresso un giudizio ed un incoraggiamento a proseguire.

Anzitutto i fatti positivi, che sono ancor più notevoli perché avvenuti nel pressoché totale silenzio degli organi di informazione:

1. Il disegno di legge dei parlamentari radicali a prima firma Rita Bernardini, per abolire l'autodichia di Camera e Senato, è stato depositato in Cassazione dal ricorrente di una controversia di lavoro contro il Senato: esso è tra gli atti parlamentari che hanno provocato il dubbio di costituzionalità, avanzato dalla Cassazione con ordinanza n. 10400/2013;

martedì 30 settembre 2014

Autodichia a metà.

Stipendi d'oro e notizie a metà

Udite udite: l'ufficio di presidenza della Camera dei Deputati martedì 30 settembre ha votato il via libera al tetto agli stipendi dei dipendenti. Come si dice da tanto tempo, la possibilità di autodeterminarsi delle Camere permetterebbe ad entrambi i rami del Parlamento di votare misure eque. Eppure.... 

http://www.goleminformazione.it/articoli/autodichia-parlamento-stipendi-taglio-tetto-ufficio-presidenza.html#.VCsSYUt_PFF

lunedì 22 settembre 2014

Stipendi dipendenti Camere: Testa/Gerardi. I Presidenti delle Camere non hanno bisogno di aggrapparsi al feticcio dell'autodichia per guadagnare meriti agli occhi dell'opinione pubblica

I radicali Irene Testa e Alessandro Gerardi (coautori del libro "Parlamento Zona Franca" lo scudo dell'autodichia) hanno così commentato le dichiarazioni rese stamane dalla presidente della Camera Laura Boldrini, ai microfoni di Sky Tg24, in merito al taglio degli stipendi per i dipendenti delle Camere: 

"Non è affatto vero che le Camere avrebbero potuto non dare esecuzione ad una legge dello Stato, quale quella che ha introdotto il tetto degli stipendi. Le leggi dello Stato, anche grazie all'iniziativa radicale, entrano nella gestione del personale e degli appalti delle Camere esattamente come per ogni altro organo dello Stato. Continuare a negarlo significa misconoscere le grandi implicazioni della sentenza n. 120, firmata da Giuliano Amato, secondo cui in nessuno Stato del mondo vige più l'autodichia sulle questioni amministrative degli organi costituzionali.

venerdì 9 maggio 2014

Governo, Testa e Bernardini:Renzi favorevole ad autodichia per far da scudo a sua incapacità?

Rita Bernardini Segretaria Radicali Italiani e Irene Testa, coautrice insieme ad Alessandro Gerardi del libro "Parlamento zona franca" lo scudo dell'Autodichia hanno dichiarato:
"Ancora una volta il presidente Renzi si nasconde dietro la dottrina dell'autodichia per giustificare la sua incapacità di attuare la politica degli annunci e delle slides: stamani ha dichiarato che non riesce ad imporre il tetto retributivo ai dipendenti delle Camere perché la legge esterna non può entrare nel Palazzo.
I radicali sostengono da anni che l'autodichia è pretestuosamente agitata, per giustificare la sottrazione alla legalità ed allo Stato di diritto dello stesso centro della Repubblica, gli organi costituzionali. I nostri argomenti (per i quali v. www.autodichia.blogspot.com) hanno convinto la Corte di cassazione, che ha visionato la proposta di legge di Rita Bernardini prima di investire la Corte costituzionale della questione.
 Abbiamo invitato più volte, anche a ridosso dell'udienza, il presidente Renzi a non costituirsi in giudizio davanti alla Corte costituzionale, lasciando Grasso e Boldrini da soli a difendere l'odioso privilegio, ma non abbiamo ricevuto risposta. Siamo fiduciosi che la Corte saprà fare a breve giustizia della tesi assurda, secondo cui l'indipendenza dei massimi organi dello Stato riposerebbe sulla sottrazione di un dipendente demansionato al giudice comune di legittimità.

venerdì 4 aprile 2014

Rimborsopoli - Testa, Turco: il Governo Monti con il controllo della Corte dei Conti ha interrotto la Rimborsopoli dei gruppi regionali, riuscirà Giuliano Amato ad abilitare la Corte a controllare il Parlamento?

Dichiarazione di Irene Testa, coautrice con Alessandro Gerardi del volume "Parlamento zona franca", e Maurizio Turco già membro della Commissione Affari costituzionali della Camera:


Nella sua risposta all'articolo "Che fai, li cacci?" del 3 aprile 2014 sul Fatto quotidiano, Franco Bassanini ha fatto grazia di una seconda imprecisione di Marco Travaglio sulla revisione del titolo Quinto. Secondo Travaglio "nemmeno una bocciofila rimborsa le spese ai dipendenti senza scontrini", da cui la cattiva gestione dei consigli regionali nei rimborsi ai gruppi.

Purtroppo non è così: il cortocircuito insito nella "Rimborsopoli" regionale deriva dal fatto che alla Corte dei conti era precluso - e lo è stato fino a quando il governo Monti ha emanato un apposito decreto-legge, dopo il caso Fiorito - qualsiasi controllo sulle attività a carico dei bilanci dei venti consigli regionali. Tutto questo prosegue ancora per le Camere del Parlamento nazionale, in base ad un'interpretazione che potrà cessare solo se e quando la Corte costituzionale scardinerà il dogma dell'autodichia, come da sempre chiediamo, sia dal punto di vista politico che istituzionale.

Si tranquillizzi quindi Travaglio: non solo Bassanini ministro non ebbe niente a che fare con il titolo Quinto; neppure il governo di cui faceva parte, nel 2001, ebbe niente a che fare con il "via libera" a Rimborsopoli, come indirettamente si vuol far credere. Anzi: il decreto Monti, che ha riportato sotto controllo le spese dei gruppi regionali, è stato accolto con favore da un fondamentale articolo di Giuliano Amato (che di Bassanini ministro era stato il Presidente, nel 2001) intitolato "I soldi di tutti e l'autodichia". Il Presidente Amato ha oggi l'occasione di completare l'opera, essendo il relatore da giudice costituzionale sull'ordinanza della Cassazione contro l'autodichia: noi siamo fiduciosi che sarà coerente, per convinzione profonda e non certo per dare torto alla confusa controstoria di Travaglio." - See more at: http://radicali.it/comunicati/20140404/rimborsopoli-testa-turco-radicali-governo-monti-con-controllo-della-corte-dei-co#sthash.9G2h9Us9.dpuf

lunedì 24 marzo 2014

Stipendi manager pubblici. Irene Testa: In parlamento impossibile ridurli per colpa Autodichia. Le Camere sottratte alla legge esterna

Dichiarazione di Irene Testa, dirigente Radicale e coautrice insieme ad Alessandro Gerardi del libro "Parlamento zona franca" lo scudo dell'Autodichia ha dichiarato:

L'applicazione della legge Monti sul tetto retributivo ai dirigenti del settore pubblico è più facile per Sarmi e Moretti che per i Segretari generali delle Camere. Essi sono sottratti dall'applicazione della legge "esterna" in virtù dell'applicazione della teoria dell'autodichia parlamentare, per cui si fanno scudo dietro la necessità di un'improbabile intesa con le dodici sigle sindacali sollecitata dalla vicepresidente della Camera Sereni. La Camera se la canta e se la suona, quando si tratta di affitti d'oro, di limiti alle retribuzioni, di trattamento del personale. Se però Matteo Renzi vuole contribuire allo sforzo di dare ingresso alla legge anche nelle quattro mura dei palazzi della politica, può farlo accogliendo la richiesta contenuta nella lettera pervenutagli venerdì scorso dai Radicali http://www.radicali.it/comunicati/20140321/autodichia-radicali-scrivono-renzi-occorre-rottamarla-governo-non-si-costituisca. Se il Governo non compare in udienza domani, davanti alla Corte costituzionale, darà un segnale importante rispetto ad una ricostruzione che sostengono soltanto le Camere, contro tutta la dottrina giuridica e contro le sentenze europee: che, cioè, per dare ingresso nelle Camere alla legge occorra una delibera delle Camere stesse. Con le resistenze interne ed il lobbismo indiretto, in conflitto di interessi, che si può facilmente prevedere da parte dei rispettivi Segretari generali."

venerdì 21 marzo 2014

AUTODICHIA: I RADICALI SCRIVONO A RENZI: OCCORRE ROTTAMARLA. IL GOVERNO NON SI COSTITUISCA, LASCI DECIDERE LA CONSULTA


Signor Matteo RENZI
Presidente del consiglio dei ministri
Palazzo Chigi
Piazza Colonna
00186 ROMA

Roma, 21marzo 2014
Presidente,

abbiamo certamente apprezzato che -nella rielaborazione conseguente al ritiro del decreto-legge n. 151, deciso dal Suo governo appena insediato - non sia stato riproposto l'emendamento all'art. 2, consentendo in questo modo, come disposto, il recesso annuale automatico dai contratti d'affitto da parte delle pubbliche amministrazioni, in linea con quanto già previsto dal Governo Monti (art 3 del decreto 95/2012), che affrontava la questione degli affitti d'oro della Camera. Eppure, un cambio di passo del Governo nelle questioni amministrative del Parlamento non può limitarsi a questo: finora l'atteggiamento del Governo è apparso troppo tenue e balbettante nell'affrontare la disonorevole situazione giuridica da cui ebbe origine il regime derogatorio di cui ha approfittato il costruttore Scarpellini.
Che cosa impediva ad applicare alla Camera le usuali procedure di legge sul potere di disdetta e mancato rinnovo delle locazioni con amministrazioni pubbliche? Il problema, onorevole Presidente, è l'autodichia. Da che rimane intatto un tal retaggio, si è alimentato molto del discredito che si va riversando sulle Istituzioni democratiche. Per recidere il groviglio dell'autodichia, è stata investita la Corte costituzionale: eppure anche il Governo può fare qualcosa, per superare questo sistema unico al mondo.
È già avvenuto che la Presidenza del consiglio abbia negato mandato all'avvocatura dello Stato a costituirsi "in difesa dello status quo" a palazzo della Consulta. È avvenuto con un'altra questione di costituzionalità sollevata dalla Cassazione, quella sulla legge elettorale. Può e deve avvenire, ora, anche per la questione sollevata dalle sezioni unite civili della Cassazione contro l'autodichia con ordinanza n. 10400 del 2013. Nella mattina di martedì 25 marzo prossimo la Corte costituzionale esaminerà la cosiddetta autodichia. Camera e Senato la invocano, ad ogni pie' sospinto, per giustificare la sottrazione delle loro amministrazioni all'automatica applicazione della legge esterna.
Al momento la Presidenza del consiglio è costituita in giudizio a difesa del Senato contro la Corte di cassazione. Quest'ultima, anche dopo aver visionato la proposta di legge radicale della scorsa legislatura, ha avanzato il dubbio che l'antico privilegio sia contrario alla Costituzione ed ai trattati internazionali.
I Radicali si aspettano, dopo la relazione del professor Giuliano Amato, parlino solo le parti private, e che il Governo non intervenga in una questione che, in fin dei conti, è di mero diritto civile. Se Enrico Letta l'ha fatto per il Porcellum, astenendosi dal difendere la legge, è lecito richiedere a Lei di lasciare i quindici giudici della Corte liberi di decidere sull'autodichia, ritirando la costituzione in giudizio dell'Avvocatura dello Stato.
Sarebbe anche questo l'indizio di un cambio di passo, superando l'anomalìa per la quale il nostro è l'unico Paese al mondo che attribuisce questo potere al suo Parlamento.
Se le Presidenze delle Camere hanno sin qui fatto orecchio da mercante alla nostra richiesta, siamo convinti che il Governo possa e debba dimostrare maggiore disinteresse, sulla questione.
Presidente, ritiri ogni atto depositato dall'avvocatura dello Stato e lasci la Corte determinarsi secondo scienza e coscienza.
La professionalità e la competenza giuridica del Relatore in Corte, che è stato anche autorevole parlamentare e due volte Presidente del consiglio, non necessita di ulteriori "interventi a difesa della legge"; ciò tanto più che, finora, la memoria del Governo s'è ridotta ad una clonazione delle memorie delle Camere. Il collegio giudicante è già nelle migliori condizioni per decidere e portarci ad uno standardeuropeo anche su questa questione.

Attendiamo fiduciosi
Irene Testa                                                                           On.le Rita Bernardini
Radicale e coautrice del libro "Parlamento Zona Franca" lo scudo dell'autodichia Segretaria di Radicali Italiani



Avv. Alessandro Gerardi                                                    On.le Maurizio Turco

Coautore del libro "Parlamento Zona Franca" lo scudo dell'autodichia                  Tesoriere del Partito Radicale

mercoledì 19 marzo 2014

25 MARZO MATTEO RENZI RINUNCI AD AUTODICHIA. SAREBBE L'INIZIO DI UN CAMBIO DI PASSO


"Nella mattina di martedì 25 marzo prossimo la Corte costituzionale esaminerà la cosiddetta autodichia. Camera e Senato la invocano, ad ogni pie' sospinto, per giustificare la sottrazione delle loro amministrazioni all'automatica applicazione della legge esterna.
Al momento la Presidenza del consiglio è costituita in giudizio a difesa del Senato contro la Corte di cassazione. Quest'ultima, anche dopo aver visionato la proposta di legge radicale della scorsa legislatura, ha avanzato il dubbio che l'antico privilegio sia contrario alla Costituzione ed ai trattati internazionali.
I radicali si aspettano, dopo la relazione del professor Giuliano Amato, parlino solo le parti private, e che il Governo non intervenga in una questione di diritti civili e di danno da demansionamento. Se Enrico Letta l'ha fatto per il Porcellum, astenendosi dal difendere la legge, è lecito richiedere a Matteo Renzi di lasciare i quindici giudici della Corte liberi di decidere sull'autodichia, ritirando la costituzione in giudizio dell'Avvocatura dello Stato.
Sarebbe anche questo l'indizio di un cambio di passo, superando l'anomalìa per la quale il nostro è l'unico Paese al mondo che attribuisce questo potere al suo Parlamento.

Rita Bernardini Segretaria Radicali Italiani e Irene Testa, coautrice insieme ad Alessandro Gerardi del libro "Parlamento zona franca" lo scudo dell'Autodichia hanno dichiarato:www.autodichia.blogspot.com